© Guido Guidi, 2021

Exhibitions

In ponta d’pi, Officina Romagnola

MUSEO CIVICO DELLE CAPPUCCINE 24.09.2026>10.01.202

Fotografie di Nicola Baldazzi/Veronica Lanconelli, Davide Baldrati, Cesare Ballardini, Michele Buda, Alessandra Dragoni, Cesare Fabbri, Marcello Galvani, Luca Gambi, Francesca Gardini, Guido Guidi, Gianluca Liverani, Francesco Neri, Luca Nostri, Francesco Raffaelli, Giovanni Zaffagnini.

Italian Photography

IN PONTA D’PI è il verso di una poesia di Nevio Spadoni scelto come titolo della mostra perché rispecchia un atteggiamento comune ai quindici autori coinvolti, tutti in qualche modo appartenenti a quella che si può definire una scuola di fotografia romagnola, che ha raggiunto esiti straordinari grazie alla ricerca di fotografi di generazioni diverse.

Maestro e soprattutto compagno di strada è stato per tutti Guido Guidi, ormai riconosciuto come uno dei fotografi più importanti a livello internazionale sia per la sua instancabile ricerca che per l’attività didattica portata avanti soprattutto tra Ravenna e Venezia.

La mostra propone inoltre un focus su alcuni progetti fotografici nati in area romagnola a partire dal 1986 con i Figli del deserto (Fusignano), Architettur& e Spazio fotografico Gianluca Liverani (Ravenna, cavallo tra anni Novanata e Duemila), Lugo Land (2004, Lugo),  NASTYNASTY (2008, Ravenna) Mycamera e Osservatorio fotografico (2009, Ravenna) e la Scuola elementare di fotografia (2023, Ravenna).

Da decenni insomma la Romagna è un’officina fotografica molto attiva. Un’officina – come recita il sottotitolo della mostra, che fa riferimento al saggio di Roberto Longhi sulla Pittura ferrarese – che si caratterizza sia per la presenza di singoli autori e autrici di grande valore che per una chiara tendenza alla progettazione collettiva, nel migliore spirito della tradizione cooperativa del territorio. Un’officina dove si è formato uno sguardo che alla curatrice Silvia Loddo piace definire dialettale, nel senso più alto del termine, come riferimento a una lingua che ha nutrito sia straordinari poeti che altrettanto straordinari fotografi, accomunati dalla capacità di registrare in punta di piedi la bellezza dell’ordinario.

La mostra è curata dal direttore del Museo delle Cappuccine Davide Caroli con la collaborazione di Silvia Loddo, storica dell’arte e studiosa di fotografia, attualmente direttrice della Pinacoteca Carlo Contini a Oristano, che si è formata tra Bologna, Ravenna, Parigi e Siena e per molti anni ha seguito da vicino le vicende della fotografia romagnola curando i progetti di osservatorio fotografico.

 

Info: Museo delle Cappuccine, Bagnacavallo